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Gennaio 21st, 2012Benvenuto in WordPress. Questo è il tuo primo articolo. Modificalo o cancellalo e inizia a creare il tuo blog!
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Sospendere l’autorizzazione rilasciata alla società Istonia Energy srl e nel contempo bloccare ogni altro iter autorizzativo in materia di costruzioni di centrali a biomasse nella Zona Industriale di Punta Penna, sollecitando la Provincia di Chieti ad una immediata revisione del Piano Territoriale delle Attività Produttive, in linea con le esigenza di tutela di questo territorio. E’ la richiesta, avanzata al Presidente della Giunta e all’assessore regionale Di Dalmazio, contenuta nella risoluzione al Consiglio regionale da me presentata questa mattina. Non possiamo non ribadire la nostra contrarietà al progetto della Istonia Energy, dal momento che la suddetta centrale dovrebbe collocarsi all’interno della fascia di rispetto della Riserva Regionale di Punta Aderci a pochi metri, peraltro, dall’area S.I.C che interessa buona parte della suddetta Riserva. Read the rest of this entry »
PREMESSA
La prima premessa da fare a proposito del documento di programmazione economico e finanziaria è che la sua approvazione arriva con mesi di ritardo visto che avrebbe dovuto essere licenziato a settembre. E invece come ogni anno, la giunta Chiodi manifesta enormi ritardi nella programmazione. La discussione che oggi ha interessato il consiglio regionale assomiglia a un vero e proprio assalto alla diligenza: abbiamo assistito alla presentazione di emendamenti da parte di assessori o a reiterati tentativi di bypassare disegni di legge con emendamenti ad hoc. Il dato più sconcertante che emerge dalla Finanziaria è la destinazione di 2 milioni di euro al funzionamento della giunta invece che agli interventi contro il dissesto idrogeologico.
AUMENTARE LE RISORSE
Il problema vero di questa Regione è aumentare le risorse per contrastare la crisi economica e i problemi finanziari. Per questo ho presentato un emendamento sul quale la maggioranza ha mostrato disponibilità per aumentare i canoni idroelettrici, portandoli da 27 a 35 euro per Kw, così come fatto da altre regioni, quali il Molise, e calcolando sulla “potenza vera effettiva” che non è pari a 380 MW ma a 1000 Mw secondo i dati del GSE. Questa manovra consentirebbe di aumentare le entrate della Regione Abruzzo di circa 25 milioni di euro. Entrate che sarebbero ulteriormente rimpinguate attraverso l’applicazione del federalismo demaniale previsto dal decreto legislativo 85/2010 che trasferisce alle regioni la competenza sul demanio marittimo e su quello idrico. In questa ottica ho presentato un disegno di legge per quanto riguarda i canoni relativi alle pertinenze idrauliche e per aumentare quello dei cavatori, attualmente troppo basso, che pure l’esecutivo regionale sosteneva di voler rivedere. Allo stesso modo, pur condividendo l’esigenza di tutelare i balneatori, ritengo che dovrebbero essere riviste le tariffe riguardanti le concessioni balneari. Soldi che potrebbero essere utilizzati dalla Regione per attuare interventi di tutela e protezione delle coste. Ma la Giunta Chiodi, anziché agire su questi fronti, ha preferito incidere sull’aumento del bollo auto e delle accise sulla benzina, prelevando così maggiori oneri dalle tasche dei semplici cittadini.
LA STRATEGIA DA SEGUIRE
Al discorso sulla necessità di aumentare le risorse, si accompagna quello sulla strategia che la Regione deve seguire per uscire dall’impasse. Ebbene il vero problema è agire sullo squilibrio, ancora troppo marcato, tra la costa e le zone interne che in questi anni sono state penalizzate provocando la perdita di servizi e lo spopolamento. La miopia amministrativa di questo esecutivo regionale si palesa nel fatto che nel DPFR non si parla dell’Abruzzo come regione dei parchi. Eppure come ha dimostrato nel suo recente saggio il direttore del parco della Majella, Nicola Cimini, i parchi possono essere “Economia per la vita” ovvero motore di sviluppo e di ripresa economica Read the rest of this entry »
Ancora una volta siamo chiamati a confrontarci su un bilancio gravato da un vizio di fondo: Chiodi e la sua giunta pensano di utilizzare i fondi di investimento per le spese correnti. Solo per fare un esempio, basti pensare che i due milioni di euro destinati a fronteggiare il dissesto idrogeologico, tema quanto mai attuale, sono indirizzati da Chiodi al funzionamento della Giunta. Altra nota dolente, nessun fondo per il CRAM, che pure potrebbe rappresentare una risorsa importantissima per il nostro sviluppo economico e turistico. A differenza di quanto fanno altre regioni che stanno investendo sulle potenzialità legate agli scambi commerciali con le comunità radicate nei paesi caratterizzati da forte crescita, come il Brasile, la Regione Abruzzo svilisce tali legami con le associazioni di emigranti, mortificando qualsiasi possibilità di lavorare insieme. Se il problema è quello di aumentare le entrate nelle casse della Regione, allora il Governatore farebbe meglio a puntare sulle possibilità legate al federalismo demaniale o alla costituzione di un’Agenzia regionale per l’energia, due percorsi che permetterebbero alla nostra regione di incamerare risorse oggi non presenti. Infine la sanità: una voce che incide pesantemente sul bilancio ma sulla quale il Consiglio regionale viene scippato delle sue prerogative perché con il commissariamento Chodi arroga a sé qualsiasi decisione. Se solo volesse, si potrebbe capire come tagliare la spesa sanitaria senza incidere negativamente sui livelli di assistenza e sui diritti degli abruzzesi ad avere una sanità efficiente.
Uno strumento concreto per aiutare i giovani e contrastare i rischi sempre più forti dell’esclusione sociale legata alla precarietà lavorativa: è il fondo sociale di cui proponiamo l’istituzione con un progetto di legge presentato questa mattina a Pescara. Questo disegno di legge vuole offrire una misura di sostegno alla moltitudine di giovani inoccupati, disoccupati e occupati con contratti di lavoro temporanei che non percepiscono più di 8 mila euro lordi l’anno. Il reddito minimo garantito potrà inoltre coprire i periodi di inattività forzata e consentire a chi cerca un’occupazione di non essere costretto ad accettare qualsiasi soluzione contrattuale, subendo il ricatto per mancanza di reddito. Il coordinatore regionale di SEL, Gianni Melilla, ha ricordato che in Italia, a differenza di quanto accade in molti paesi europei, non esiste alcuna politica che permetta ai giovani, alla fine del loro percorso di studi, di acquisire una condizione di autonomia dalla propria famiglia di origine e di affrontare liberamente la ricerca di un lavoro, che sia espressione delle proprie competenze. Read the rest of this entry »
Qui di seguito la lettera inviata questa mattina al Ministro della salute e al Senatore Ignazio Marino a proposito della decisione da parte del manager della Asl di Chieti, Zavattaro, di chiudere l’ospedale di Guardiagrele. Read the rest of this entry »
In merito alla discussione in Commissione sull’adeguamento della normativa regionale alle direttive europee in materia di rifiuti, desidero precisare quanto segue: il Piano rifiuti vigente , approvato dal centro sinistra nel 2007, non prevede la realizzazione di alcun termovalorizzatore ma stabilisce come obiettivi la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e il recupero energetico della parte residuale come azione complementare necessaria per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti. Tra l’altro per assicurare questi obiettivi furono inserite norme che impedivano di procedere al recupero energetico prima di aver assicurato il 40% di raccolta differenziata come media regionale. Si tratta di un Piano che ha ricevuto il plauso delle associazioni ambientaliste. Tutto il dibattito sulla termovalorizzazione sta creando solo confusione. Personalmente sostengo che in materia di rifiuti occorre realizzare un sistema impiantistico pubblico in modo da poter assicurare entrate a vantaggio della collettività. Ribadisco che recupero energetico non significa ricorrere alla termovalorizzazione, tecnologia superata e dannosa. Read the rest of this entry »
Un confronto aperto e con documenti alla mano sui temi della sanità e sulla missione in Brasile dei consiglieri del Cram: è l’invito, contenuto in una lettera inviata questa mattina, che abbiamo rivolto all’assessore all’agricoltura Mauro Febbo. Più volte infatti l’assessore Febbo si è assunto l’onere di difendere le scelte del Commissario Chiodi in materia di sanità, ma lo ha fatto facendo leva su argomentazioni a nostro avviso prive di fondamento. Per questo nei mesi passati ho più volte sollecitato Febbo a spiegare, documenti alla mano, le sue tesi o a contraddire le nostre. Ma l’assessore ha sempre evitato qualsiasi incontro. Oggi torno a fare il mio invito, anche sulla base delle recenti dichiarazioni di Febbo a proposito del viaggio in Brasile, visto come una “vacanza. Noi non abbiamo paura di confrontarci sul nostro operato e speriamo che anche l’assessore voglia fare lo stesso.
Sono 9 gli ospedali che si trovano in aree considerate ad elevato rischio idrogeologico. E’ quanto afferma il Rapporto sullo stato del territorio italiano redatto dal Centro studi del Consiglio nazionale dei geologi. Per questo motivo abbiamo presentato un’interrogazione all’assessore regionale Angelo Di Paolo per sapere se la Regione Abruzzo abbia recepito il documento di analisi del Consiglio nazionale dei Geologi e quali interventi siano stati previsti per mettere in sicurezza idrogeologica le aree a rischio e gli ospedali per i quali esiste un elevato indice di pericolosità in ordine alle criticità idrogeologiche. Prima di pensare a realizzare nuovi ospedali il Commissario straordinario alla Sanità, Gianni Chiodi, farebbe bene ad avviare lavori di adeguamento sismico e strutturale delle strutture sanitarie esistenti, eliminando i rischi che tali ospedali corrono.
Non so per quale motivo l’assessore Febbo si prenda la briga di rispondere, pur non essendo chiamato in causa, contro l’esposto da me presentato. Apprezzo i suoi tentativi di difendere il suo principale, ma continuo a credere che debba essere il Presidente Chiodi, nella sua veste di Commissario alla Sanità, l’unico tenuto a contraddire le mie affermazioni. Il suo silenzio è invece la dimostrazione che forse non ha molte argomentazioni valide per smentire le mie tesi. Quanto a quello che Febbo sostiene, è facilmente smontabile: che il centro sinistra abbia peccato di ritardi nella pubblicazione della delibera 358 è fuori discussione, ma resta il fatto che tutto quello che riguarda la sanità è coperto da parte del centro destra da un velo di reticenza: ricordo che la delibera n. 14 del febbraio 2010 è stata pubblicata con 8 mesi di ritardo, la n. 26 del 2010 non è stata pubblicata e a tutt’oggi non sono visionabili sul Bura gli atti assunti dal Commissario Chiodi nel 2011. Read the rest of this entry »