Franco Caramanico

Caramanico ospite a Rho del Premio Maiella

Maggio 25th, 2010

Anche quest’anno, il consigliere regionale Franco Caramanico, in veste di rappresentante del CRAM,  ha partecipato all’appuntamento del  Premio Maiella, l’importante manifestazione promossa e organizzata dall’Associazione “La Maiella” di Rho, quale omaggio al mondo abruzzese e molisano che vive al di fuori della propria Regione di origine. Il Premio - che ha meritato più volte l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed ha ricevuto il Patrocinio delle Regioni Abruzzo, Lombardia e Molise, della Provincia di Milano, delle Province Abruzzesi e Molisane e della Città di Rho -  ha assunto negli anni anche una funzione di raccordo e di incontro fra la cultura, il mondo produttivo e l’economia lombarda con quella abruzzese e molisana, diventando un’occasione di scambio commerciale fra le tre Regioni e contribuendo a rafforzare i rapporti di amicizia e di collaborazione fra le rispettive realtà produttive, economiche e culturali. Alla manifestazione, svoltasi domenica 23 maggio a Rho, erano presenti tra gli altri Marina Catena , Direttrice del Programma Alimentare Mondiale dell’ONU a Parigi e Tenente dell’Esercito Italiano nativa di Ortona ; l’Avv. Alfonso De Virgiilis, Presidente del “Premio Galileo” di Firenze, nativo di Roseto degli Abruzzi; Mario Fratti, scrittore, commediografo e drammaturgo, autore di quasi tutti i testi dei film di Federico Fellini, nativo de L’Aquila; Nicola Occhiocupo, Costituzionalista di chiara fama e Professore emerito di Diritto Costituzionale all’Università di Parma, originario di Atri

Il vernacolo abruzzese al servizio della ricerca scientifica

Maggio 25th, 2010

Si è svolta a Bologna sabato 22 maggio la presentazione del secondo libro di Giustino d’Orsogna, “Lu pulitiche disuneste”. La pubblicazione contiene una raccolta di poesie in vernacolo abruzzese recitate dall’autore. Il ricavato del libro sarà interamente devoluto all’associazione bolognese “S.P.E.S.” ONLUS,  presieduta dal Prof. Stefano Pileri, da anni impegnata nella ricerca sul cancro. Alla presentazione del volume, organizzata dall’associazione  Pè la Majelle, era presente anche Franco Caramanico, che a Bologna ho trascorso gli anni della sua formazione universitaria. Anfitrione dell’evento, l’avvocato Gabriele Magno di Orosgna, presidente dell’associazione “Pè la Majelle” che ha deciso di promuovere a Bologna un’iniziativa editoriale che valorizzasse il vernacolo abruzzese parallelamente alla ricerca scientifica.

Un week end in Svizzera tra gli amici abruzzesi

Marzo 19th, 2010

Cari amici, recentemente sono stato invitato quale componente del CRAM in Svizzera per il trentennale del circolo abruzzese di Bienne. Qualche giorno da ho ricevuto dal presidente del circolo la mail che qui allego. A lui e a tutti gli amici abruzzesi sparsi per il mondo desidero testimoniare il mio affetto e la mia amicizia.

Caro Fanco,

Ti ringrazio di vero cuore per aver accettato il mio invito di aver intrapreso questo lungo viaggio per venire ad incontrare gli abruzzesi in Svizzera. Quest’ultimo fine settimana e stato ricco di manifestazioni. Con il trentennale del Circolo Abruzzese di Bienne, la festa “Pro Camarda” alla parrocchia di Muttenz (Basilea) organizzata dal nostro Vice-Presidente FEAS, Cav. Enzo Alloggia e alla “Festa della donna” di Zurigo organizzata dal nostro secondo Vice-Presidente e Presidente dell’Associazione Abruzzese di Zurigo, Arturo D’Angelo. Con queste visite speriamo di averti regalato delle profonde emozioni e di averti dimostrato che l’Abruzzo nel Mondo esiste e vive ancora con molto entusiasmo e vivacità. La tua presenza e stata significativa non soltanto per noi dirigenti della FEAS o delle respettive Associazioni, ma e stata apprezzata da tutta la comunità abruzzese e italiana. Infatti in queste importanti manifestazioni di ricorrenza, la comunità ci domanda sempre, “C’è qualcuno che viene dall’Abruzzo?” Dall’Abruzzo s’intende dalle Regione. Quindi puoi capire la mia soddisfazione nel presentarti al pubblico. Personalmente sono molto contento che oltre alla tua rappresentanza Regionale, ho trovato in te una persona disponibile e gentile, e che si sia istaurato un rapporto di grande amicizia. Infine ringrazio la tua Signora per averci accompagnato in questo itinerario svizzero e credo che lei abbai pienamente apprezzato questi numerosi incontri con i nostro corregionali. Sicuri che avremo altre occasioni d’incontrarci, caro Franco, gli abruzzesi di tutta la svizzera ti aspettano sempre con le braccie aperte. Grazie ancora ed un abbraccio

Stevan

Senza i Co.Co.Co. Regione a rischio paralisi

Febbraio 26th, 2010

Oltre duecento Co.Co.Co della Regione rischiano di andare a casa. Di conseguenza molte e importanti strutture regionali che si avvolgono della loro collaborazione saranno in gravissima difficoltà. Per questo ho ritenuto opportuno presentare un’interpellanza al Presidente della Regione, Gianni Chiodi, e all’assessore Federica Carpineta per sapere quali iniziative intendano prendere per scongiurare tale ipotesi. La Regione Abruzzo, infatti, si è avvalsa per anni di collaboratori con profili professionali altamente qualificati e di comprovata specializzazione universitaria che sono stati chiamati a sopperire alle innumerevoli carenze strumentali dell’Ente. Ad oggi, l’unica iniziativa certa intrapresa dall’attuale Giunta regionale e dall’Assessore competente è rimandare a casa i collaboratori non rinnovando dal 2010 i contratti in essere.  Read the rest of this entry »

I risultati di un anno di impegno in Consiglio regionale

Febbraio 9th, 2010

Ecco in sintesi i risultati di un anno di impegno come consigliere regionale del Partito Democratico.

 

PROPOSTA DI LEGGE URBANISTICA 

La proposta di legge urbanistica ha innanzitutto il merito di porre rimedio a un ritardo ultraventennale (la vecchia legge è datata 1983) in una materia cruciale per il futuro della nostra regione. Il nuovo testo in materia urbanistica sancisce un sistema di conoscenze condivise sul territorio tra amministrazioni e soggetti istituzionali. A ciò si aggiunge la semplificazione dell’edificio normativo e la definizione di uno strumento strategico, la conferenza di pianificazione, che è essenzialmente un tavolo di confronto tecnico sulla materia in oggetto. La parola chiave della nuova legge è copianificazione su un sistema di conoscenze condivise. Il testo della legge urbanistica - redatto nella passata legislatura quando il consigliere Caramanico ricopriva il ruolo di assessore - è il risultato di un ampio dibattito messo in campo  da un gruppo composito costituito da dirigenti della Regione, dalle associazioni di categoria, dai soggetti portatori di interesse e dai rappresentanti dell’Istituto nazionale di urbanistica. La formulazione del presente disegno di legge nasce da una revisione ed un aggiornamento delle passate norme sulla base delle esigenze legate alle nuove disposizioni legislative, una tra tutte il Codice Urbani, che rivede il ruolo del piano paesaggistico regionale. Altro elemento chiave è il fatto che il disegno di  legge fornisce nuovi  strumenti per dare attuazione alla parte pubblica della pianificazione che rimane troppe volte confinata sulla carta. Nella proposta di legge del Consigliere Caramanico si forniscono elementi che  rendono più facilmente attuabile la parte pubblica del piano regolatore, attraverso il piano delle armature urbane, l’istituzione di un confronto concorrenziale, la realizzazione di opere di urbanizzazione per mezzo di accordi di programmi con i privati. Il tutto in un’ottica di massima trasparenza sulle procedure che non lascia alcun margine a pratiche estemporanee. Read the rest of this entry »

l’ OSPEDALE CHIUDE…IL CENTRO DESTRA CONTINUA CON LE POLEMICHE

Dicembre 22nd, 2009

Mentre in questi ultimi mesi, si approvano atti da parte del governo di centro - destra che decretano la
CHIUSURA DEL NOSTRO OSPEDALE, il consigliere Sandro Salvi, anziché adoperarsi per evitare una simile sciagura,
preferisce avventurarsi in una critca demagogica ed irresponsabile nei confronti del cons. reg. Franco Caramanico.
Atteggiamento grave e irresponsabile che necessita di un chiarimento vero, profondo, attraverso l’utilizzo
di ATTI e DATI CONCRETI.

UN PO’ DI STORIA
Per chiarire le menzogne del consigliere Salvi è necessario riprendere alcuni passaggi che non conosce o peggio fa finta di non conoscere.
Tutto ha inizio dall’applicazione del Dlgs 229/ 99 che stabiliva l’accorpamento dei distretti esistenti in macroaree con popolazione minima pari a 60.000 abitanti (ridotto a 25.000 abitanti per le zone montane), a cui ha fatto seguito due riorganizzazioni nella ASL di Chieti che portarono a una riduzione del numero dei distretti da 10 a 3.

• La prima, approvata dal manager Luigi Conca (governo di centro–destra) che prevedeva le macroaree: Chieti, Ortona, Francavilla.
Distretto di Guardiagrele inserito nella macroarea di Francavilla !!!

• La seconda approvata dal manager Mario Maresca (governo di centro- sinistra) che prevedeva le macroaree di: Chieti –Maielletta, Foro- Alento, Ortonese .
Distretto di Guardiagrele inserito, nella macroarea Chieti - Maielletta !!!
Scelte che penalizzavano fortemente i comuni della zona pedemontana e di Guardiagrele, costretti a gravitare su Francavilla e su Chieti.

Nel 2007, in fase di discussione del Piano Sanitario Regionale, l’allora assessore regionale Franco Caramanico ha promosso una nuova riorganizzazione, approvata dalla Giunta Regionale con delibera 869 /C del 27 agosto 2007 che prevedeva tre macroaree diverse:
Chieti (70.534 abitanti)
Ortona- Francavilla (70.066 abitanti)
Guardiagrele (35.736 abitanti)
Una scelta coerente con i parametri di legge che assicurava una continuità territoriale, garantiva un servizio sanitario adeguato alla zona pedemontana e raggruppava i comuni di: Guardiagrele, Bucchianico, Casacanditella, Casalincontrada, Fara. F. Petri, San Martino Sulla Marruccina, Pennapiedimonte, Pretoro, Rapino, Roccamontepiano, Ari, Arielli, Filetto, Orsogna e Poggiofiorito.
Successivamente, in fase di approvazione definitiva del Piano Sanitario in Consiglio Regionale, tale organizzazione è stata modificata prevedendo per la ASL di Chieti non 3 ma 4 distretti e precisamente:
Chieti (56.127 abitanti)
Francavilla (50.718 abitanti)
Ortona (35. 913 abitanti)
Guardiagrele (33.578 abitanti)
A questo punto si è determinata un’incongruenza tra il Piano di Rientro (delibera 224 del 13 marzo 2007) che prevedeva 24 distretti e il Piano Sanitario Regionale (LR. N.5 del 10 marzo 2008) che ne prevedeva 25 . Tale differenza è stata osservata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, con nota del 28 aprile 2008 ha chiesto chiarimenti in merito.
Dopo mesi di ritardo, che hanno determinato la paralisi della medicina territoriale, c’è stata la interrogazione del Cons. Reg. Caramanico del 18 settembre 2009 all’Assessore alla sanità Venturoni il quale ha riferito in aula, di aver chiarito la questione con il Ministero confermando la previsione del Piano Sanitario Regionale e quindi una organizzazione del servizio territoriale con 25 distretti sanitari.

LA VERITA’ VERA SUL DISTRETTO DI GUARDIAGRELE
Il Distretto di Guardiagrele è stato approvato, su proposta dell’assessore Caramanico, dalla Giunta Regionale con delibera 869/C del 27 agosto 2007, e dal Consiglio regionale con L.R. n. 5 del 10 marzo 2008 !!!
Si è trattato di un percorso chiaro, portato avanti insieme ai medici di base, ai sindaci del territorio, (di centro destra e di centro sinistra), al Cons. Reg. Eugenio Spadano (del Centro-destra) !!! che si sono adoperati, fin dall’inizio per raggiungere tale importante risultato.
Inutile sottolineare il silenzio e l’assenza del consigliere Salvi che evidentemente, ignaro del problema, in quel periodo, aveva altro a cui pensare.

FALSITA’, SOLO E SOLTANTO FALSITA’Veniamo ora alle pesanti affermazioni del consigliere Salvi.
Egli mi accusa di “avere una buona dose di disonestà intellettuale tale da mistificare la realtà”. Si tratta di un’accusa grave , la cui infondatezza appare evidente considerando la verità dei documenti, e cioè le varie ipotesi di riorganizzazione previste dal Piano Sanitario Regionale, come documentato, e di cui si riportano copie della documentazione
Il consigliere Salvi, purtroppo, non riesce mai a distinguere i documenti di programmazione della Regione dai documenti di gestione. Si tratta di un palese errore che dovrebbe metterlo nelle condizioni di tacere invece di scrivere cose prive di senso.
Oppure - e questo sarebbe ancor più grave - il consigliere in questione mente sapendo di mentire e lo fa solo nel tentativo di screditare il sottoscritto e dunque, in tal caso, ci troveremmo di fronte a un bugiardo.
Altrettanto false altre affermazioni sottoscritte dal consigliere Salvi.
È falso che il Comune di Orsogna sia stato sottratto al distretto sanitario di base di Guardiagrele.
E’ falso che il comune di S. Martino S. M. sia stato inglobato nel DSB di Francavilla.
E’ falso dire che mi sarei fatto scippare il distretto di Guardiagrele.
Il consigliere afferma che “ il governo di centro destra ha rigettato con fermezza qualunque ipotesi di chiusura del presidio di Guardiagrele
Si tratta di affermazioni ipocrite, bugiarde e irresponsabili .
• Sono mesi che si susseguono dichiarazioni a mezzo stampa sulla volontà di chiudere i piccoli ospedali;
• C’è un Piano Industriale della ASL di Chieti approvato (tenuto nascosto dagli esponenti politici di centro destra per mesi) che prevede la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele;
• C’è stato un Ordine del Giorno, presentato dal sottoscritto il …… per bloccare l’efficacia del Piano Industriale bocciato dal centro destra;
• C’è una “Risoluzione Urgente” presentata il 29 luglio del 2009 che chiede “di sospendere il Piano Industriale e confermare i 104 P.L. dell’ospedale di Guardiagrele” che il consiglio regionale non riesce a licenziare perché per ben due volte, la maggioranza di centro-destra ha abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale.
• C’ è stato l’incontro della delegazione guardiese con il commissario Redigolo e l’ass. Venturoni dove , nessuno del “ governo di centro destra ha rigettato con fermezza qualunque ipotesi di chiusura del presidio di Guardiagrele ”
Così come sono menzogne le affermazioni relative a presunti accordi relativi alla chiusura dei piccoli ospedali che avrebbero riguardato la precedente giunta Del Turco e il governo nazionale.
A smentirle sta il fatto che gli stessi esponenti del centro destra che oggi scrivono queste assurdità, hanno votato in consiglio comunale le delibere predisposte per difendere la programmazione approvata nel 2007 da Caramanico e hanno partecipato alla raccolta di 6.700 firme contro la chiusura dell’ospedale e per difendere la programmazione del 2008 approvata dalla precedente giunta Del Turco.
Il consigliere Salvi non sa che il Piano di Rientro non è una invenzione del Centro-sinistra ma lo strumento richiesto dal governo nazionale ( Nota del presidente Berlusconi del 29 aprile 2006 ) necessario per ripianare i debiti causati dal governo di centro destra nel periodo 2000-2005 , debiti pari a 1 miliardo 760 milioni di euro .

A TESTA ALTA
Quanto alle considerazioni meschine “su quanto è avvenuto il 14 luglio” e sulle conseguenze che tale accadimento avrebbe comportato, penso che la magistratura deve fare il suo corso e spero che facciano in fretta . Non sfugge a nessuno però che dopo un anno e mezzo dall’arresto di Del Turco le uniche novità sono le accuse ai potenti che militano nelle schiere del centro destra, ( On. Aracu, On. Cicchitto …).

Infine, sull’affermazione: “ prima di parlare qualcuno dovrebbe farsi l’esame di coscienza, non perché l’abbia sporca , ma perché forse ha sbagliato qualcosa” ovviamente riferita a me, mi permetto di dire a Salvi che: “ Io non ho sbagliato nulla ” , che posso parlare quando voglio perché ho sempre agito con correttezza, lealtà, sincerità e onestà intellettuale così come riconosciuto dai magistrati inquirenti della Procura di Pescara.
Se ritiene che qualcuno abbia “ sbagliato qualcosa”, ha l’obbligo di chiarirlo e di denunciarlo alle autorità giudiziarie e non di lanciare messaggi di stampo mafioso che non possono essere tollerati .
E proprio perché sono sincero, non posso che sottolineare che il manifesto che porta la firma di Salvi è un coacervo di bugie, di riferimenti fuori luogo, di affermazioni completamente errate fatte forse per imbrogliare i cittadini di Guardiagrele e per gettare discredito nei miei confronti.
Invito dunque il consigliere Salvi a fare chiarezza.!!!

Inutile ribadire, la mia disponibilità a un confronto con qualsiasi rappresentante del centro destra, per chiarire PUBBLICAMENTE questa e ogni altra questione politica e per garantire: VERITA’, CORRETTEZZA e LEALTA’.

Guardiagrele 7/12/2009 Cons. Reg. Franco Caramanico

Ospedale di Guardiagrele, lettera aperta a Gianni Chiodi

Dicembre 17th, 2009

Qui di seguito la lettera inviata al Presidente della Regione, Gianni Chiodi, per scongiurare la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele.

 

 

Gentilissimo Presidente,

sulla stampa di oggi, 17 dicembre, è apparsa la notizia che il dott. Gino Redigilo, fino a qualche giorno fa responsabile della sanità regionale, sostiene ancora una volta la necessità di dismettere cinque piccoli ospedali, tra cui quello di Guardiagrele. Ebbene, alla luce del Suo nuovo ruolo di Commissario alla sanità, mi permetto di fare alcune brevi considerazioni, sperando che possano servire ad eliminare una serie di equivoci che, se chiariti, potrebbero servire a rivedere i giudizi espressi in tal senso dal suo predecessore.

1)      Quando si parla di debito sanitario si fa sempre riferimento ai piccoli ospedali. E invece i conti dimostrano che il risparmio che si potrebbe ottenere dismettendo i piccoli ospedali sarebbe minimo. D’altro canto il Piano di rientro del debito sanitario, cui fa riferimento lo stesso Redigolo,  sta producendo i suoi effetti, pur sussistendo i piccoli ospedali: come Lei ben sa, il disavanzo della sanità è passato da 163 milioni di euro del 2007 a 67 milioni del 2009, superando tutte le previsioni.

2)      I piccoli ospedali, che, come attestano i più accreditati studi internazionali, non sono tra i più inefficienti, hanno la funzione di servire il territorio e decongestionare i grandi poli ospedalieri. Non per nulla nel Piano Sanitario regionale del 2008 essi sono definiti “ospedali di territorio” e in quanto tali assolvono a una funzione ben precisa con i reparti di pronto soccorso, riabilitazione, laboratorio analisi. Eppure, su questo aspetto, nonostante le ripetute sollecitazioni da me fatte anche al presidente della V Commissione, dott.ssa Verì, non si è mai voluta aprire una discussione.

3)      Non si può non considerare lo sbilanciamento di posti letto tra zone costiere a zone montane. Oltre il 50% dei posti letto appartiene infatti alle strutture ospedaliere dell’area metropolitana. La chiusura dei piccoli ospedali non farebbe che incrementare questo squilibrio.

4)      Infine, un’ultima considerazione sull’ospedale di Guardiagrele: esso ha due reparti universitari di eccellenza, clinica psichiatrica e clinica geriatrica, che servono come punti di riferimento di tutto il territorio abruzzese. Senza contare che si tratta di un ospedale nuovo, inaugurato nel ’93. Desidero inoltre ricordare che sia nel piano sanitario del 1999 che nello studio commissionato dalla Giunta Pace alla società KPMG, l’ospedale di Guardiagrele viene collocato con gli “ospedali con meno di 150 posti letto”,  insieme a quelli di Ortona. Atessa, Popoli, Sant’Omero e Castel di Sangro. Non si capiscono per questo le ragioni per cui le strutture sopraelencate vengono accorpate agli ospedali maggiori, mentre Guardiagrele - già accorpata, insieme a Ortona, all’ospedale di Chieti, in base all’atto aziendale approvato nel 2007 - appare destinato alla chiusura.

Credo comunque che le mie considerazioni sarebbero da Lei pienamente condivise se avesse la possibilità di valutare de visu ciò di cui stiamo parlando. Per questo La invito a visitare l’ospedale di Guardiagrele. Renderebbe un servizio alla nostra comunità ed eviterebbe di commettere eventuali errori nelle future decisioni sul destino dei piccoli ospedali.

Piano energetico, l’Abruzzo nella giusta direzione

Dicembre 17th, 2009

Il Consiglio regionale, nella seduta del 15 dicembre, ha approvato il Piano Energetico regionale. Si tratta di un percorso iniziato nel 2006 e interrotto bruscamente nel 2008, a seguito della vicenda giudiziaria che ha determinato lo scioglimento anticipato della giunta di centro-sinistra e, di conseguenza, della legislatura. All’indomani della mia rielezione in Consiglio regionale mi sono adoperato perché l’iter per l’approvazione del Piano Energetico riprendesse il suo corso.  Nel marzo scorso ho anche presentato una mozione per sollecitare gli organismi preposti e oggi, pur se con qualche lungaggine, il Piano vede finalmente la luce.

Il Piano, che si compone di due parti, una relativa al Piano propriamente detto e l’altra che riguarda la VAS,  è il frutto di un ampio lavoro di concertazione effettuato con gli enti locali, le associazioni ambientaliste, il mondo imprenditoriale. La sua approvazione segna dunque la vittoria del metodo della concertazione, nel quale ho sempre creduto e che da sempre costituisce il mio modus operandi.  Il Piano, elaborato dall’Università dell’Aquila, fa un’ampia ricognizione di quelle che sono le potenzialità in materia energetica della nostra Regione. Due sono gli step previsti: al 2010 soddisfare le norme nazionali e gli accordi internazionali, a cominciare da quello di Kyoto; al 2015, invece , il Piano punta a fare dell’Abruzzo una regione che soddisfa per il 51% il proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili.  Si tratta di un programma ambizioso e innovativo che non a caso ha avuto il plauso di consessi qualificati e importanti, come l’Enea, l’Università di Salerno e il vertice di Copenaghen. Il cuore del Piano sta essenzialmente nel fatto che l’Abruzzo punta a sfruttare pienamente tutte le fonti rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico, dalle biomasse all’idroelettrico, senza dimenticare lo sfruttamento a fini energetici della quota residuale del trattamento dei rifiuti.  Ebbene, questa scelta si inserisce nel percorso tracciato da illustri studiosi ed esperti  che da tempo pongono l’accento sulla necessità  di abbandonare i combustibili fossili  a favore delle fonti rinnovabili. Dunque la programmazione in materia energetica, avviata dall’assessorato all’ambiente del quale ero responsabile nel governo di centro sinistra, va nella giusta direzione. E’ chiaro che perché il Piano abbia efficacia e possa trovare effettiva concretizzazione occorre che si compia un vero e proprio salto culturale. La terza rivoluzione industriale è proprio questa, puntare all’efficienza energetica con tutte le conseguenze di segno positivo, annesse e connesse.  Ora, a prescindere dalle considerazioni più squisitamente tecniche che attengono al Piano, voglio sottolineare che questo importante strumento di programmazione comporterà un guadagno notevole per diversi settori. E non mi riferisco solo al risparmio energetico e alla riduzione delle risorse del territorio, ma anche al drastico taglio delle emissioni di agenti inquinanti in atmosfera, e dunque all’enorme valenza dal punto di vista della tutela ambientale.

E ancora, dobbiamo considerare che il Piano avrà tra i suoi effetti quello di mettere in atto un circuito virtuoso dal punto di vista occupazionale, con la creazione di nuovi posti di lavoro nei diversi ambiti legati al settore energetico. Dunque, dell’approvazione del Piano energetico non possiamo che dirci soddisfatti, anche se rimane l’amarezza di non aver potuto portare avanti, da assessore, il lavoro iniziato e che la giunta di centro destra ha recuperato, dimostrando di avere senso di responsabilità  

«Angelini si è vendicato»

Dicembre 11th, 2009

«Angelini si è vendicato della giunta Del Turco perché ha approvato atti non favorevoli alle cliniche private». Ne è convinto Franco Caramanico, consigliere regionale nelle fila del Pd e a suo tempo assessore in quella giunta di centro sinistra che il 14 luglio del 2008 fu falciata dall’inchiesta giudiziaria della Procura di Pescara sulla sanità. Lo ha detto a gran voce Caramanico, ieri pomeriggio nell’ambito del convegno sulla figura di Enrico Berlinguer, organizzato dall’associazione «Dagli Appennini alle onde» nell’ex Aurum, a Pescara. >«Le regole imposte dal nostro governo, come il taglio del 17% alle cliniche private contenuto nel nostro piano sanitario, hanno scatenato la reazione del proprietario di Villa Pini», ha rincarato, aggiungendo che «un politico che non agisce, rimanendo con le mani in tasca per paura di sporcarsele, è comunque colpevole». A Caramanico ha risposto il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo : «Le norme approvate dalla giunta Del Turco sono passate attraverso una dura battaglia», ha detto Acerbo, che ha poi ripercorso le tappe salienti della sanità abruzzese, facendo riferimento ad una «politica del mercanteggiare». Tra i relatori anche il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e il consigliere dell’Italia dei valori Lucrezio Paolini. Quest’ultimo ha posto l’accento sul sistema elettorale attuale, quello maggioritario, «che non consente ai cittadini di eleggere direttamente i propri rappresentanti». Un intervento che ha trovato tutti d’accordo. Pagano si è detto «contrario alle liste bloccate e anche al listino», perché la questione del sistema elettorale «è vitale nel rapporto con le persone». Incalzati dal moderatore dell’incontro, il direttore de il Centro Luigi Vicinanza, i relatori hanno parlato anche dell’anagrafe degli eletti, che è già legge ma che non è mai stata applicata per i rappresentanti della Regione, come pure della riduzione dell’indennità dei consiglieri, di cui si è molto discusso senza arrivare ad una conclusione concreta. «Sarebbe un segnale importante, soprattutto dopo aver messo le mani nelle tasche della gente come si è fatto ad esempio con i tickets», ha detto Vicinanza, che con un suo editoriale del 9 agosto, titolato un «patto etico contro gli scandali», riportò l’attenzione sulla questione morale nella classe politica abruzzese. Per Pagano il problema è nell’atteggiamente clientelare, in quel ritornello che troppo spesso si sente, «se non do il posto di lavoro non vengo rieletto», e nel fatto che «il cittadino a volte ami sentirsi suddito». Per Acerbo la politica «non è mai stata così raccomandataria», e il bipolarismo peggiora le cose: «I due schieramenti credono che tutto sia concesso pur di vincere». E la lezione di Berlinguer sembra quanto mai lontana.

Piccoli ospedali, verità e responsabilità politiche

Novembre 17th, 2009

intervista di Rita D’Alfonso

Consigliere Caramanico, qual è una delle possibilità per evitare la chiusura dei piccoli ospedali?

Innanzitutto informarsi. A livello internazionale c’è la tendenza ad eliminare gli ospedali di grande dimensione per costruire una rete di strutture medio- piccole con  un numero di posti letto compreso tra i 120 e i 450 PP.LL.  A livello nazionale ci sono regioni  che hanno ospedali con 60 P.L. con una specializzazione ben precisa e sono inseriti in un discorso di rete. A livello regionale, dobbiamo tener conto che l’Abruzzo è una regione  con un territorio caratterizzato per oltre il  65 % da zone montane, di cui circa il 35% è costituito da parchi e riserve poste sotto tutela, ma soprattutto è una regione che registra ancora grandi differenze di carattere socio economico tra le zone interne, deboli, caratterizzate da un continuo  spopolamento e le zone costiere – ricche e fortemente antropizzate. Divario che va recuperato attraverso il potenziamento delle infrastrutture e servizi (specialmente quelle socio-sanitarie) delle zone interne a attraverso una maggiore attenzione alla tutela del territorio nella fascia costiera. Basti pensare alla legge 67/99 “Legge sulla montagna“ che stabilisce che “l’ospedale .. ha un ruolo di fondamentale importanza non solo di tipo sanitario ma anche socio economico”;   in Abruzzo, i piccoli ospedali sono ospedali di montagna (non  solo Castel di Sangro, ma anche  Casoli, Gissi, Pescina, Tagliacozzo e Guardiagrele). Se fosse vero: “ Piccolo ospedale = inefficienza, allora la stragrande maggioranza delle cliniche private che si assestano, intorno ai 100 P.L. dovrebbero chiudere!!” Read the rest of this entry »

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